Museo di kamarina

La storia di Kamarina, il museo e l'area archeologica

Giungendo nel sito archeologico di Kamarina, tra i territori di Santa Croce Camerina e Scoglitti, si fa un tuffo nella storia più remota. Per gli antichi Greci la Sicilia era come un nuovo mondo, terra più fertile, dove espandersi attraverso l’arte, il teatro e la filosofia. 

Cenni storici

Fondata dai greci di Siracusa la città di Kamarina venne costruita nel VI secolo a.C. su un promontorio a strapiombo sul mare. Il luogo emana un fascino antico e selvaggio. I venti, il mare e la vegetazione sembrano portare il visitatore in un tempo lontano, quando gli dei dominavano le sorti degli uomini. I resti della città, strategicamente posizionata lungo la rotta africana, sono ancora presenti e visitabili nel parco archeologico di Kamarina.

All'interno dell'area archeologica si trova anche il Museo Archeologico che racchiude tra le mura dei suoi locali tesori inestimabili che testimoniano la storia, la vita e la morte delle genti che abitarono questa città. Pare, da quanto emerge da vari documenti, che la città insorse contro i siracusani.

Come in molti altri luoghi dell’entroterra dell’isola, anche qui i siculi non apprezzavano l‘egemonia greco-siracusana. Alla fine degli scontri fu Siracusa a vincere, ma nel V secolo, la città venne ceduta a Ippocrate, il tiranno di Gela, per scongiurare una guerra con la città aretusea.

Il significato del nome di Kamarina è “abitata dopo molta fatica” e mai nome fu tanto indicato, poiché venne distrutta e riedificata più volte. Sia i cartaginesi nel 339 a. C. che i romani nel 258 a.C.  e ancora gli arabi nell’827 d.C. la distrussero e riersero la città che sorge sul colle di Cammarana ed è lambita dalla foce del fiume Ippari.

Area archeologica di Kamarina 

Seppure i resti delle abitazioni sono frammentari, questa area archeologica è tra quelle degne di nota in Sicilia. Il patrimonio archeologico che il territorio di Kamarina ha reso al mondo è incommensurabile sia tra quello trovato sulla terraferma che quello restituito dal mare. Oggi i reperti sono i testimoni della vastità del territorio e dell’importanza che la città aveva anche come porto che si affacciava sul Mediterraneo.

Nel tratto della foce del fiume Ippari si scorgono ancora le tracce di quello che fu un porto molto trafficato. Gli scavi della necropoli hanno interessato anche il borgo Passo Marinaro e la contrada Rifriscolaro. Tutti i resti rinvenuti nel sito, hanno dato la possibilità di ricostruire l’impianto urbanistico della città così com’era tra il IV e il V secolo a. C. Sicuramente, quello che è emerso dalla ricostruzione è che Kamarina era una delle città più belle del suo periodo in Sicilia, architettonicamente parlando

Nel parco archeologico sono ancora ben visibili i pochi resti del tempio di Athena situato nel punto più alto del colle: l’acropoli. Nell’agorà dove regnava la vita pulsante economico-politica, gli scavi non sono stati del tutto completati. I resti sono frammentari, la parte più cospicua dei reperti rinvenuti riguarda le cinte murarie a difesa della città che si trovavano sotto la collina dove si ipotizza il tempio di Eracle. 

Dagli scavi effettuati sono state rinvenute anche le tombe della necropoli risalenti al periodo che va dal V secolo all’epoca di dominazione romana, intorno al 258 a. C. I reperti degli scavi di Kamarina sono custoditi nei musei archeologici di Kamarina, Ragusa e Siracusa.

 

I reperti archeologici all'interno del Museo

Il locale che ospita il Museo Archeologico di Kamarina è una masseria di fine ‘800, con struttura tipica della zona costiera iblea, costruita intorno ai resti del tempio di Athena. Esternamente ai locali si può vedere una parte dei resti del tempio. Tanti sono i pezzi rinvenuti con gli scavi ed esposti al di fuori del museo: sarcofagi, resti di colonne, epigrafi in pietra, ancore. I reperti custoditi nel parco - museo sono di grande importanza archeologica e delineano una ricca vita economica, commerciale e sociale dell’antica città.

Nei locali del museo una sezione importante è quella dedicata ai ritrovamenti subacquei, una vera eccellenza in ambito nazionale. I relitti ritrovati al largo tra Scoglitti e Caucana fanno capire come la rotta delle navi in quel tratto di mare battuto spesso dalle raffiche di Libeccio, siano state interrotte da naufragi. Difatti, numerosi sono i relitti rinvenuti in questa parte del Mediterraneo.

Tra i ritrovamenti custoditi nel museo ci sono monete e manufatti in bronzo, oltre ad un vaso in vetro intatto, testimoni di un mondo commerciale ricco e florido. Si presuppone che le navi che facevano quelle tratte potessero essere in transito per la Grecia, il Delta del Nilo, Roma o l’Asia Minore. Di notevole importanza anche il ritrovamento di un relitto con carico monumentale, composto da due colonne in marmo giallo antico di Numidia destinate a decorare qualche villa patrizia.

 
Il Museo Archeologico di Kamarina è suddiviso in 5 sezioni, e tutte le sue sale mettono a disposizione cartelloni con le informazioni sui reperti che informano i visitatori sugli oggetti presenti.
  1. Padiglione dei reperti subacquei
  2. Padiglione delle anfore arcaiche
  3. Padiglione est con 4 sale espositive
  4. Padiglione ovest.
Padiglione subacqueo al museo di Kamarina
Entrando nel museo è il padiglione subacqueo che accoglie gli ospiti con i reperti ritrovati nelle acque del Mediterraneo. Anfore da trasporto, un elmo corinzio e un elmo attico- etrusco, la statuetta di Afrodite e del dio Arpocrate. E ancora, le 5000 monete in bronzo e le colonne in marmo sono solo alcuni dei tesori che si trovano in questo padiglione.
 
Padiglione delle Anfore arcaiche
Bisogna uscire nel cortile per raggiungere questo padiglione, situato tra i locali della cantina della masseria e il primo piano, dove le anfore sono le protagoniste indiscusse. Si tratta di ritrovamenti fatti nella necropoli del periodo arcaico rinvenuta nella contrada Rifriscolaro e nella necropoli del periodo classico di contrada Passo Marinaro, due zone limitrofe a Kamarina.

Molte delle anfore erano state utilizzate per l’inumazione e custodivano i corpi di infanti. Queste anfore, più di 1000, prima utilizzate per il trasporto di generi alimentari sono di produzione corinzia, attica, punica, greca, etrusca e tante altre, anche non identificate. Le anfore oltre all’uso funerario sono testimoni del florido mondo commerciale che interessava l’antica città, poiché erano destinate nella loro funzione originaria al trasporto di vino e olio.
 

Padiglione est
Nel padiglione est si trovano 4 sale espositive:
  1. Sala della preistoria: In questi locali sono presenti dei reperti risalenti all’età del bronzo. Tra i quali, assieme a documenti che attestano la presenza delle popolazioni nel territorio, si trovano anche utensili e manufatti, oltre a resti fossili di animali rinvenuti nel territorio di Kamarina.
  2. Sala Kamarina arcaica: In questi locali si possono ammirare i reperti inerenti ai primi insediamenti, nonché i ritrovamenti fatti nella necropoli di contrada Rifriscolaro con i relativi corredi funebri.
  3. Sala Persefone: In questi locali si rende onore alla dea Persefone i quali riti, inerenti al suo culto, erano molto importanti nella città dal punto di vista religioso, sia durante il dominio greco che in quello romano. Ella era la moglie di Ade, la regina dell’oltretomba. Tanti sono i reperti presenti ritrovati in loco, come statuette ed elementi decorativi.
  4. Sala del tempio di Athena: In questa sala si può visitare quel che resta del tempio di Athena. Varie parti della struttura originale, come il basamento del tempio dedicato alla dea della Sapienza sono qui custodite. Altresì, sono presenti in questa sala anche vari manufatti in terracotta e una ricostruzione in scala del tempio.
Padiglione ovest
Nel padiglione ovest si trovano due sale espositive:
  1. Sala di Kamarina classica: In questa zona del padiglione è possibile comprendere come poteva essere la città dal punto di vista urbanistico nell’età classica, nel V secolo a. C., con i relativi reperti.
  2. Sala necropoli di Passo Marinaro: In questo sito si trovano i reperti dei corredi funerari della necropoli classica ritrovata in località Passo Marinaro. Tra gli oggetti del tempo, rinvenuti durante gli scavi, si possono ammirare crateri a campana con stampe rosse su fondo nero, ciotole, coppe e molti altri manufatti in ceramica di stile attico.
Biblioteca
Nella biblioteca del Museo Archeologico di Kamarina è possibile consultare i 500 volumi presenti, oltre alle diverse pubblicazioni sia italiane che straniere in ambito di storia archeologica.
 
Digitalizzazione del sito archeologico di Kamarina
È stato siglato un accordo nell’agosto del 2021 per la divulgazione gratuita a livello internazionale del sito archeologico di Kamarina, con tutti i reperti in esso custoditi. L’accordo è stato sottoscritto tra la Soprintendenza dei Beni Culturali di Ragusa, il Parco Archeologico di Kamarina e la Global Digital Heritage. Tutto ciò che è stato riportato alla luce nel sito, oggi custodito nei musei di Ragusa e Kamarina, verrà scansionato in 3D e successivamente sarà disponibile in rete. L’obiettivo è quello di far conoscere in tutto il mondo il patrimonio storico-archeologico di questa parte di Sicilia.
 
Dove si trova il Museo
Il Museo regionale di Kamarina si trova sulla S.P. 102 di Ragusa, al km. 1.5 tra i comuni di Santa Croce Camerina e Scoglitti. Per le informazioni sugli orari e il costo del biglietto visitare il sito: https://www.beniculturali.it/luogo/museo-regionale-di-kamarina  - Tel. +39 3346040449